Il mondo senza di me

   Nesos

 





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Soffocare, Pahlaniuk

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Un giorno questo dolore ti sarà utile, Cameron

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martedì, giugno 24, 2008
 

Es.tratto_La voce fuori dal coro.

"Andare da loro gli piaceva. Anche se ancora preferiva evitare di incontrare Manuel. Non che avesse qualcosa contro di lui; solo non sarebbe riuscito a parlare di suo padre. Certo, aveva sempre saputo che Mattia non era felice, quando con lo sguardo perso cercava dietro a tutto ciò che guardava uno scampo, una soluzione. Ora capiva che aveva finalmente riacquistato la vista, mentre il loro rapporto padre-figlio si alimentava di pochi momenti di strabica intesa, che non erano cambiati.

            Inseguendo Ciurlionis per acciuffarlo rideva e inciampava nel disordine della serata prima. Andrea era speciale, sfiorava le vite degli altri e distribuiva sorrisi discreti, sinceri. L’equilibrio in cui stava sospeso sembrava promettere momenti di abbandono cerebrale, di silenzi riparati in cui attraccare le scialuppe di pensieri scomposti. Ragazzo troppo cerebrale, Ale aveva bisogno dell’affetto di chi gli stava intorno. Ma nessuno sembrava più capace di risolvere un’amicizia semplice in abbracci densi. Si perdeva nell’illusione di rapporti intensi che svanivano nella nebbia della consuetudine; e si ostinava a tentare. Non capiva più se quei prodotti emozionali di consumo che gli vendevan come amici o ragazzine potevano capire veramente un sentimento a caso.  Gli bastava qualcuno a cui parlare, ma ancor di più cercava qualcuno da ascoltare. Una spalla sulla quale riposare il cuore.

Ma mentre inciampava su quella bottiglia di Martini non si ricordava della solitudine; e cadendo sul povero felino si ritrovò le unghie affilate conficcate nel braccio destro. Sanguinando, sorrideva."

Tentativo approssimativo di rendere corale davvero un romanzo corale per forma. Il merito e la colpa, per chi volesse leggere il resto, sono suoi:

http://andrejiviberausen.splinder.com/.

postato da Nesos | 22:16 | books| commenti


martedì, marzo 25, 2008
 

To My Little Miss Sunshine

To My Little Miss Sunshine

Quante parole nei tuoi sguardi silenziosi e nei sorrisi complici. Nei sorrisi accennati. Negli sguardi rubati. Quante incomprensioni nelle lontananze, negli irrinunciabili momenti d'autoisolamento. ..pericolosi. Quante domande il vento porta via. Mentre chiediamo le risposte al mare. Mare mare.. Mentre la verità va alla deriva, come un pallone lanciato da ragazzi che giocano tra loro, la sera.  Nuotare non servirà.
Così ci sediamo sul bagnasciuga e lo lasciamo andare, lontano, insieme.

postato da Nesos | 19:27 | friends, autopsicografia| commenti


venerdì, marzo 21, 2008
 

Il mare d'inverno/2

Il mare d'inverno/2

Mancanze. Circuiti di assenze. Letterali e fenomeniche. Rincorse in cerchio. Ricordi per frammenti. Pezzi di vita galleggiano, affondano, riemergono. Maree. Maree di memoria. Nella lontananza di spazio e tempo, cortocircuito ment.ale di sensi. Riflessioni sulla battigia. Di là del mare, di là del mare. Mancanza.

"Passerà il freddo e la spiaggia lentamente si colorerà,
la radio, i giornali e una musica banale si diffonderà,
nuove avventure, discoteche illuminate piene di bugie
ma verso sera uno strano concerto e un ombrellone che rimane aperto
mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già..

Mare mare.. qui non viene mai nessuno a trascinarmi via,
qui non viene mai nessuno a farci compagnia
Mare mare.. io non ti posso guardare così perchè
questo vento agita anche me
.."

postato da Nesos | 00:36 | autopsicografia| commenti


sabato, marzo 15, 2008
 

Il mare d'inverno/1

Il mare d'inverno

Nel tempo e nello spazio. Nella mente e nel pensiero. Il mare d'inverno è una sospensione irreale, alienazione volontaria verso una meditazione che è assenza di ragione. Un'assenza così densa di pensiero, di sentimento della realtà. Sentimento.. Lasciar sentire alla mente, senza il filtro di una ragione qualunque, quest'aria salmastra, questo vento freddo e i capelli impastati. Nessun'ombra impressa nella sabbia, solo orme profonde, che il mare si affretta  a cancellare. Come i pensieri inopportuni che cercano soluzioni. Non ci servono soluzioni. Nel silenzio risuona tra un'onda infranta e l'altra qualche semplicità di cuore. E' sufficiente, perchè tra poco sia di nuovo primavera.

 

postato da Nesos | 23:29 | autopsicografia| commenti (3)


domenica, gennaio 20, 2008
 

Myself_Work in progress

Work in progress.

"La complessità delle cose infittisce, - disse Bernard - qui a scuola, dove l'agitazione e la pressione della vita sono estreme e l'eccitazione del vivere puro e semplice si fa di giorno in giorno più incalzante. Di ora in ora si scopre qualcosa di nuovo nella cesta dei regali. Che cosa sono io? mi chiedo. Questo? No, sono quello. Specialmente ora che ho abbandonato la stanza e la gente che parla, e le lastre di pietra rimbombano sotto i miei passi solitari, e vedo la luna che sorge sublime, indifferente, sull'antica cappella - ora diventa chiaro che io non sono nè uno nè semplice, ma molti e complesso. In pubblico Bernard trabocca di vita, in privato è tutto un segreto. Questo non lo capiscono, anche se non c'è dubbio che adesso staranno parlando di me e diranno che sono sfuggente, evasivo. Non capiscono che devo attraversare diversi strati devo calcolare le entrate e le uscite di parecchi uomini che alternativamente recitano la parte di Bernard. Sono sensibile alle circostanze in modo anormale."

Virginia Woolf, Le Onde

postato da Nesos | 22:24 | autopsicografia| commenti (2)


domenica, dicembre 02, 2007
 

Istànbul/1

Tacsi

Istànbul. Pronuncio il tuo nome lentamente, riempiendomi delle sue mistiche eco. Mi lascio avvolgere dai tuoi contrasti, dai tuoi bianchi e neri. Sta calando il sole, infuoca queste pietre, sole d’oriente che va a morire insieme a Europa, infuoca queste colline, queste colline scolpite dall’abitare di uomini millenari, immortali. Si alzano stormi di gabbiani sopra al profilo nero della tua sensualità. Si alzano i canti per la divinità assente, la musicalità aspra della fede implorante mi sospende in un tempo sacro. Si leva il vento e mi scompiglia i capelli, freddo, gelido soffio dei mari mi travolge, porta il profumo delle stagioni, conserva l’odore del presente. Sono sopraffatto dalla geografia. Sento la terra esplodere nella concrezione mutevole della città che si protende al cielo. Vedo la modernità insinuarsi con i suoi artificiali tentacoli nelle tue viscere, minacciare le tue radici, le radici di terra e pietra, le radici d’acqua e sangue. Mi commuove l’intensità del tuo smarrimento di fronte all’identità, la tua pretesa d’irrisolta mutazione, l’entusiasmo del futuro. Istànbul.

postato da Nesos | 12:49 | istanbul, autopsicografia| commenti (2)


giovedì, settembre 06, 2007
 

Estate

Calafrication

"Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati. "

P. Roth, Pastorale americana

postato da Nesos | 21:13 | books, autopsicografia| commenti (4)


lunedì, giugno 25, 2007
 

Relax. Take it easy_?!

 

Mentre il sole mi accarezza la pelle e il vento la solletica alleviando la sensazione di calore sfoglio distratto il libro che dovrei studiare. D’improvviso mi assale un turbine di sensazioni memoriali. Ne sono sopraffatto. Sento presentissimo l’odore inconfondibile che accompagnava i libri dei compiti delle vacanze.. delle elementari, delle medie. Non so come lo riconosco, non ho dubbi.

E in questo pomeriggio di giugno mi rivedo nella casa vecchia, penso alla fine della scuola, delle scuole.. mentre gli ultimi giorni di lezione mi allontanano da questo quarto anno all’università. Quanto tempo, quante pagine sfogliate.. quanti momenti di leggero smarrimento..e ora? Non preoccuparti ci sarà ancora un banco per te l’anno prossimo. Ci sarà ancora una maestra, una vita regolare e una bidella, un posto in fondo all’aula e qualche amico, nuovo o vecchio. Sempre più grande, sempre diverso, tra variazioni e rimescolamenti ancora in qualche modo il copione regge. Ma manca così poco.. è già così diverso. Mentre mi affanno a preparare questi esami, faccio il possibile per fare in fretta e fare bene. Perdo tempo, perdo il tempo che dovrei strappare allo studio. Non c’è la freddezza di rallentare. E allora si corre, si salta, si tenta di volare.. ma ci pesa al piede la zavorra della nostalgia. Di quel libro delle vacanze che riusciva ad esser divertente nelle sue sconclusionate richieste. Di quelle vacanze che profumavano di totale libertà e avventura, anche solo nel cortile di casa. Ora.. ora progettiamo fughe sempre più lontani, come se la distanza fosse risolutiva. Relativa invece la percezione della vita. Sapere di aver vissuto.

Conoscerete la nostra velocità!

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Consiglio di (ri)lettura: Dave Eggers, Conoscerete la nostra velocità

postato da Nesos | 01:37 | books, autopsicografia| commenti (4)


venerdì, giugno 15, 2007
 

FlickR_Della censura.

 censr

Ristrettive leggi tedesche. Scandali di plagio. Manipolazione mediatica cinese. La più grande community di fotografi della rete conosce in questi giorni una spontanea protesta a tutto campo da parte degli utenti. Contro la censura.  E se in Germania si tratta di cautele aziendali che dimostrano uno scarso coraggio da parte di Yahoo nel sostenere una piattaforma di condivisione emozionale sempre più amata, è la causa cinese che sta più a cuore ai fotografi flicker di tutto il mondo. Pechino, dopola battaglia contro Wikipedia, ha infatti oscurato parzialmente Flickr a seguito della comparsa sul sito di immagini relative al massacro di piazza Tien-an-men (a pochi giorni dall'anniversario dell'evento). Ci si interroga quindi ancora una volta sulla libertà d'espressione che la rete concede. rischi. e libertà. ma la libertà è un rischio che a volte è necessario assumersi. ..la responsabilità di difenderla, di percorrerla, fino in fondo. perchè insieme agli interessi economici che sostengono Yahoo e le sue scelte viaggiano ormai le parole, le immagini e i sogni di cittadini del mondo che credono davvero nella libera espressione. credono nella democrazia vera e non politicizzata. nelo scambio di idee, di esperienze, di emozioni. Questa rete si estenderà sempre più fitta, anche nei paesi dell'oppressione culturale. e li libererà. senza che censura la possa fermare. perchè tra gli interessi e l'artificialità ha trovato posto l'uomo..

think flickr, think!

postato da Nesos | 22:12 | ordinary life| commenti


giovedì, giugno 07, 2007
 

Riflessioni.

 KKLuzern

Ossessionato dai riflessi, in questi giorni di pioggia. Mi perdo ad osservare il mondo parallelo, lì sotto l'asfalto. Punto i piedi ai margini di quegli abissi di cielo che si spalancano sotto di me. Scopro che il mondo che sogniamo è uguale al nostro...  tutta una questione di punti di vista. Mi tufferei in una di queste pozzanghere. rivelatrici. porte, mica specchi.  riflessioni cerebrali. ci consentono ancora di sognare, una felicità.